#Sclerodelmartedìsera: Cosa vuol dire DAVVERO “fare la blogger”


Avrò avuto una giornata storta. Forse. Il periodo non è dei migliori. Può darsi.
Ma, dopo l’ennesima litigata nata dalla superficialità con cui viene considerato, mi sono sentita in dovere di spiegare meglio cosa significhi fare questo lavoro.
Sì, per “lavoro” intendo l’essere una blogger (una volta dicevo “fare la blogger“, ma adesso non è più un’attività del tempo libero, è diventata pian piano una parte di me).
Ormai sono 5 anni che scrivo regolarmente su questo spazio, seppur con dei fisiologici alti e bassi, quindi penso di avere il diritto di dire la mia su una figura che, pur avendo acquisito in questi anni sempre più rilievo mediatico, vedo molto spesso semplificata e appiattita, caricaturizzata.

Ormai ho perso il conto delle volte in cui ho sentito dire “voglio diventare una blogger così regalano tutti quei prodotti anche a me”.
Anch’io, quando ho iniziato, l’ho fatto anche per quello, sarei ipocrita a negarlo.
Uno dei motivi per cui l’idea di aprire un blog mi sembrava eccitante, oltre al trovare un posto – seppur virtuale – in cui parlare approfonditamente di uno degli argomenti che più mi interessano con persone altrettanto interessate, era anche quello di ricevere prodotti dalle aziende, conosciute ma anche di nicchia, e di poterli provare in anteprima. Ma ci ho messo ben poco per capire che il blog non è una specie di macchinetta magica per farsi “regalare roba”.
I prodotti ricevuti non sono un regalo fine a se stesso. Sono un’implicita richiesta da parte dell’azienda e, nella maggior parte dei casi, non sono considerabili come forma di retribuzione, dato il gap tra il valore effettivo di quei prodotti e quello della prestazione svolta (in termini di tempo e di risorse impiegate). Ovviamente sta alla blogger scegliere di parlare o meno di un prodotto. Nessuno impone nulla a nessuno. Io trovo che sia un’occasione importante per conoscere e provare in prima persona prodotti che magari non riescono ad avere l’attenzione mediatica delle grandi aziende e che quindi farebbero molta più fatica a farsi conoscere.
Inoltre, per me, ricevere dei prodotti in omaggio è innanzitutto un riconoscimento. Tra le migliaia di blog esistenti e quelli che continuano a nascere ogni giorno, quel tal brand ha scelto proprio te. Quello che scrivi tutti i giorni, le opinioni che scambi con chi ti segue, sono state reputate valide per rappresentare l’immagine del marchio. In un ambiente iperaffollato (e condizionato dai magici algoritmi) come quello della blogosfera, ricevere delle conferme del proprio valore non è così scontato.

Molto spesso sento deridere le blogger, perché “credono di fare un lavoro vero”.
Non crediate. Voler parlare di un prodotto comporta una mole di lavoro non indifferente.
Innanzitutto bisogna provare il prodotto (che alla fine diciamocelo, è la parte migliore dell’essere blogger), leggere tutto il materiale ricevuto al riguardo e iniziare a pensare a che tipo di articolo scrivere.
Dopodiché è fondamentale passare allo shooting, ovvero, allestire un set con luci, sfondi, props a tema
Una volta scattate le foto, queste vanno selezionate e sistemate su Photoshop (no, Photoshop non equivale a fotoritocco, vuol dire anche semplicemente sistemare luminosità e contrasto e aggiungere il logo, che comunque richiede tempo).
Alcune di queste verranno pubblicate subito sui social, per condividere al più presto la novità, altre invece rimarranno in attesa, per due, tre, x settimane, fino a quando non verrà il momento di stendere il post vero e proprio, dopo aver provato per bene i prodotti e aver capito come si comportano sulla propria pelle.
Qui arriva forse la parte, più chiara a tutti, del lavoro della blogger: scrivere.
Si descrivono le caratteristiche del prodotto o della collezione, gli aspetti positivi e quelli che invece non sono piaciuti, si valuta se il rapporto qualità-prezzo è conveniente e si fa un confronto con altri prodotti simili. Fatto. Pubblica.

Finito? No.
Una volta pubblicato il post, va preparata tutta una serie di altri contenuti di rinforzo da diffondere sui social, per invitare i propri followers, e non solo, alla lettura. Spread the word.

Ma oltre a tutto il lavoro di creazione dei contenuti che avere un blog comporta, è necessario anche nutrire i rapporti con gli uffici stampa.
Fondamentale per una blogger è mantenersi aggiornata, costantemente sul pezzo.
Leggi i comunicati per mantenerti informata sulle nuove uscite (per capirci ne ricevo circa una decina al giorno), comunica alla tal pr che sul blog è appena uscito un post che parla proprio del brand che segue, scusati se non potrai esserci a una presentazione.
E quando puoi, vai sempre agli eventi.
Finché sei un nome e un numero conti relativamente, è quando inizi ad avere una faccia che le cose cambiano. Almeno un pochino.

Tutto questo, ovviamente, dalle 18.00 in poi, perché sì, “fare la blogger”, tranne per alcuni fortunati casi, non è un lavoro a tempo pieno.
Senza voler sembrare un’ingrata, non si campa di antirughe omaggio, quindi la stragrande maggioranza di noi ha anche un “lavoro vero”.
E questo “lavoro vero” molto spesso ci tiene occupate 8 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, se siamo fortunate.

Quindi provate a mettere tutto questo su un piatto della bilancia e, sull’altro, qualche prodotto omaggio. Non farete fatica a capire da che parte pende.
La vera benzina di un blog non è l’affarismo, ma è la passione per quello di cui si scrive. Pura e semplice.
La voglia di condividere le proprie impressioni con persone che nutrono gli stessi interessi (e le stesse ossessioni 😁).

Per stavolta, mi sono sentita di scrivere un post un po’ polemico, perché vorrei davvero che una figura così chiacchierata come quella della blogger venga riconosciuta per quella che è, non più bistrattata a caso (direi che il mondo dei blog è un po’ troppo maturo per questo). E fondamentalmente, perché amo questo lavoro. Spero di aver svelato un pochino di quel mondo che sta dietro a una manciata di righe scritte e qualche selfie e che qualcuno in più cerchi di andare oltre la punta dell’iceberg.

Se non volete leggerci, non leggeteci. Ma almeno rispettateci.

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9 Comments

  1. Condivido in pieno tutto. Sono partita con poche aspettative e sono giunta a grandi traguardi ( nel mio piccolo e per me stessa) perché mi sono impegnata a mio modo, faticando e passando domeniche pomeriggio, venerdì sera e non solo, a modificare, scrivere, rifare foto perché sono venute sfuocate o perché non mi piacciono, scrivere ad uffici stampa, litigare con suddetti uffici stampa…perché mi piace recensire, provare prodotti, blaterare per ore di prodotti e nuove uscite. E ogni volta che dico di essere una blogger, ma sopratutto, che parlo di beauty, vedo molte persone storcere il naso. Grazie per averne parlato ♥️

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    1. Sono contenta di non essere l’unica a pensarla in questo modo!
      Comunque la cosa più bella è proprio quella che dici tu, raggiungere traguardi e soddisfazioni, dopo tutto l’impegno che ci si è messo 💪🏻

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  2. Parole sante! Ho iniziato da qualche mese a fare la Blogger e una Buona parte dei miei weekend e tempo libero la dedico al blog: come dici te se fatto seriamente e’ un vero e proprio lavoro, divertente ma anche faticoso… ma la passione da superare ogni difficoltà 😀

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